Ladri acrobati entrano dal tetto Via scarpe e vestiti

November 29th, 2009

Una banda di ladri acrobati ha colpito la notte scorsa a Bolzano Vicentino. I malviventi hanno preso di mira i magazzini Berton, che sorgono in via Zuccola, arraffando un bottino quantificato in almeno 15 mila euro.
In base ad una prima ricostruzione dei carabinieri della stazione di Sandrigo, i banditi hanno raggiunto i magazzini e, servendosi probabilmente di una scala, sono giunti fino al tetto. Evidentemente avevano dei complici che hanno agito da palo e soprattutto dovevano avere calcolato, nelle nottate precedenti, i tempi di intervento delle guardie giurate per pianificare il furto in pochi minuti.
Una volta sulla copertura, hanno forzato un lucernario e si sono calati all’interno della struttura, raggiungendo poi i reparti delle calzature e dell’abbigliamento. Hanno infatti arraffato scarpe e vestiario di marche importanti, riportandolo da dov’erano venuti.
Resta da comprendere come siano riusciti ad eludere l’impianto di allarme, che con ogni probabilità sono riusciti a disattivare prima di entrare in azione.
L’allarme lo hanno dato i dipendenti al 112, che ha inviato a Bolzano una pattuglia dei militari del maresciallo Carboni. I carabinieri hanno compiuto un lungo sopralluogo alla ricerca di tracce e di impronte utili per ricostruire l’identità dei malviventi, di certo dei professionisti. Il timore è quello che, visto che il bottino non è ingente per un furto di questo genere, la gang decida di tornare in azione con la stessa tecnica o a Bolzano o in altri magazzini della provincia vicentina.

Via dalle vetrine i vestiti per le ragazze troppo magre

November 29th, 2009

Mentre la modella Kate Moss esalta la magrezza estrema sul web scatenando un altro inferno mediatico («Nulla ti fa sentire meglio che essere scheletrica») il Comune sta per creare il «bollino blu» dei negozi d’abbigliamento pronti a mettere in vendita - e in vetrina - non solo taglie 38 - 40 e 42, ma anche abiti sopra la 44. Non solo extra-small. L’iniziativa diventerà realtà con le prossime collezioni primavera-estate. Proposta dalla presidente di Federsanità, Lucia Centillo, l’idea è stata accolta dall’assessore al Commercio, Alessandro Altamura, che ha coinvolto nel progetto le associazioni di categoria.

Fece scalpore la pubblicità «No anorexia» di No-Lita, con l’immagine firmata Toscani di una modella solo ossa. «L’obiettivo del “bollino blu” - spiega Altamura - è simile: ha un valore didattico, perché certi modelli di magrezza rischiano di influenzare sempre più le giovani generazioni, alle quali dobbiamo insegnare invece che si può vivere e godersi la vita senza punire il proprio corpo a causa di uno stereotipo». Il Comune sa bene che esiste anche il problema opposto, il pericolo obesità, per cui, dopo la campagna contro la small a qualsiasi prezzo, si concentrerà sulla sensibilizzazione ai chili di troppo.

Ginecologi e neuropsichiatri rilanciano l’allarme: una taglia 38-40 in vetrina non basta, da sola, a scatenare l’anoressia. «Ma per una ragazzina non magrissima, o anche solo in leggero sovrappeso - osserva Lucia Centillo - continuare a sentirsi dire dalle commesse di certi negozi “Tu vesti sopra la 42, qui per te non c’è nulla, devi andare in un negozio di taglie forti” può diventare causa scatenante di malattia, dove c’è già un terreno fertile». Il «bollino blu» sarà consegnato ai negozi e alle catene di abbigliamento disponibili a non chiudere le porte in faccia alle ragazzine non-manichino.

Incoraggiare la size zero, la magrezza ossessiva, ha appena scatenato in Inghilterra sulla top model Kate Moss l’ennesima bufera: «Nel Regno Unito c’è un milione di persone affette da gravi disturbi alimentari - hanno tuonato immediatamente le associazione che combattono l’anoressia -. La Moss non si rende conto di quanto pericolosi siano certi slogan: i giovani affetti da disturbi alimentari trovano già difficile combatterli, anche senza battute come queste».

L’idea del Comune è accolta positivamente dai medici del Centro Amenorree del Sant’Anna. «Già negli Anni Settanta - ricorda il professor Carlo Campagnoli - Lancet pubblicò uno studio finlandese per dire che i fianchi dei manichini, nell’arco di vent’anni, si erano quasi dimezzati, mentre la circonferenza dei fianchi delle donne della Finlandia non si era affatto snellita». Sottolinea il professore: «Ogni donna ha una propria fisiologia: ci sono ragazze che, per costituzione, non riescono e non possono reggere taglie eccessivamente piccole. Ogni forzatura dettata da stereotipi e modelli pericolosi fa perdere di vista le esigenze del proprio organismo».

Per battere la crisi si rottamano i vestiti

November 29th, 2009

TREVISO — Buttare via qual­cosa, coi tempi che corrono, talvolta costa più che compra­re un capo nuovo: non c’è ten­denza che tenga. Cappotti, ma­glioni e gonne, anche se fuori moda e fuori taglia, rimango­no a riempire armadi e casset­ti. «Lo tengo», dicono in mol­ti, perché può sempre tornare utile, nella speranza che il pas­sare degli anni lo trasformi in un capo «vintage». Oppure, di­cono altri, «lo indosso per i momenti casalinghi, mentre mi dedico ai lavori domestici o mi prendo cura del giardi­no ». O ancora, dicono i più ot­timisti, «potrei rientrare nei jeans del liceo, con un po’ di palestra in più». Invece quegli stessi cappotti, maglioni e gon­ne si accumulano l’uno sopra l’altro impolverandosi di gior­ni e di oblio. Una buona risposta al dub­bio dicotomico fra tenere e buttare arriva da Stop Moda: fi­no al 31 dicembre è aperta la «rottamazione dei vestiti usa­ti».

Insomma: la camicia rosa a pois verdi non va più? Il cliente può portarla in nego­zio, lì verrà valutata dagli ad­detti e sostituita da un buono spesa, valido per l’acquisto di una nuova camicia. I pantalo­ni a zampa d’elefante blu elet­trico non fanno l’effetto di una volta? La stessa cosa vale per pantalone con pantalone, o t-shirt con t-shirt. E se il cliente non arriva «armato«, può portare l’usato in un se­condo momento. «L’idea centrale è valorizza­re quello che in casa non serve e liberare gli armadi capitaliz­zando quello che si elimina – commenta Giuseppe Bertolot­ti, responsabile amministrati­vo della società - . Quella che proponiamo non è solo sconti­stica, ma una versione concre­ta e attuale del senso di rispar­mio che riscontriamo nei con­sumatori ». E il messaggio, do­po il primo mese di prova, sembra essere arrivato ai trevi­giani, che visitano gli stabili­menti di Castagnole e Caona­da per approfittare della singo­lare promozione. La «rottama­zione» di Stop Moda si pone come obiettivo di superare la fase dell’«accantonamento», rimettere in moto il mercato incentivando i clienti all’acqui­sto e riciclare quanto di buono si riesce a recuperare dalla merce che entra in negozio. È infatti questa la seconda fase del progetto: «Rimettiamo in circolo quello che ci viene con­segnato dal consumatore – spiega Bertolotti - .

L’usato nel­le migliori condizioni viene da­to in beneficenza, tramite as­sociazioni di volontariato. Il resto viene selezionato». Bot­toni, cerniere, applicazioni, la­na e cotone possono tornare utili in una nuova veste, e così Stop Moda ha incaricato un’azienda locale di trasforma­re lo scarto in recupero. Dupli­ce ricavo, quindi, per il cittadi­no che risparmia sul maglione nuovo svuotando l’armadio. La crisi ha insegnato ai trevi­giani a risparmiare, e in molti si dirigono verso i mercatini dell’usato. Non vi trovano so­lo mobili e suppellettili, o co­me l’immaginario comune vuole, servizi da tè e vecchi orologi a pendolo, ma capi d’abbigliamento che altri, pri­ma di loro, hanno consegnato in conto vendita per poter re­cuperare qualcosa da investire altrove. Magari in altri stivali o in un nuovo giaccone per l’inverno. Al Mercatino di via­le Monfenera, ad esempio, cap­pelli, scarpe e abiti occupano una vasta superficie del magaz­zino, e nell’ultimo anno sono divenuti merce assai ricercata.

Silvia Madiotto
09 novembre 2009

Valentino: gli ultimi vestiti dell’Imperatore

November 29th, 2009

Donne sull’orlo di un abito Valentino
Le ha vestite tutte, da Sua Maestà l’(ultima) Imperatrice Farah Diba dell’Iran a Lady Diana, da Jackie Kennedy Onassis ad Audrey Hepburn, da Elizabeth Taylor alla principessa Marie Chantal di Grecia, persino Barbie ha avuto l’onore di essere vestita dal più grande stilista italiano di tutti i tempi in occasione di un evento di beneficenza per la lotta contro l’Aids. In quarantacinque anni di carriera Valentino ha saputo trasformare la moda in un concetto di eleganza, bellezza e femminilità; l’abito per lui non mai stato solo un vestito, ma un vero gioiello da indossare per farsi ammirare. E ora che l’ospite d’onore ha lasciato la festa mentre gli altri ballavano, ritirandosi definitivamente dalla moda nell’autunno 2007, nuovi sogni sono pronti per essere imbastiti, come quello di disegnare i costumi per La traviata, un progetto che lo vedrà lavorare al fianco dello scenografo Dante Ferretti e della regista Liliana Cavani al Teatro Bolshoi di Mosca. Nel frattempo esce il documentario Valentino - The Last Emperor diretto da Matt Tyrnauer - che con la sua troupe ha seguito gli ultimi anni di attività dell’Imperatore della moda - e già si parla di Oscar. Sotto il vestito, l’Oscar
Se nel 1967 Valentino riceveva il Neiman Marcus Award, l’equivalente dell’Oscar della haute couture, quarant’anni dopo un documentario che racconta nel pubblico e nel privato la sua vita e la sua carriera potrebbe ottenere una candidatura dall’Academy Award. D’altronde il cinema non è un ambiente sconosciuto al grande stilista che ha dichiarato più e più volte il suo amore per la settima arte ed è persino apparso in un cameo in Il diavolo veste Prada. In fondo lui alla Notte degli Oscar ci è già andato vestendo alcune delle più belle star internazionali come Julia Roberts che quando è stata premiata con la statuetta per il ruolo in Erin Brockovich - Forte come la verità indossava un abito bianco e nero firmato Valentino.

V per Valentino
A filmare i retroscena degli ultimi due anni di attività di Valentino è il giornalista di Vanity Fair Matt Tyrnauer che ha potuto accedere alla vita frenetica del grande stilista mandandolo talvolta su tutte le furie con la presenza costante delle camere. È dunque un ritratto reale e inedito quello che viene fuori da Valentino - The Last Emperor. “Quando abbiamo visto il materiale ancora prima del montaggio ci siamo resi conto con piacere che avevamo tra le mani ben più che un film di moda” ha rivelato Tyrnauer. “Il risultato, spero, è il ritratto avvincente e divertente di una straordinaria unione, la più lunga che ci sia mai stata nel mondo della moda, e la storia sensazionale di un Maestro che si trova all’ultimo atto della sua celebratissima carriera. Valentino, in un certo senso – e grazie interamente ai suoi protagonisti – è più un film vero e proprio che un documentario. Quella che è cominciata come un’inchiesta giornalistica, si è alla fine rivelata una storia d’amore unica, col mondo della moda come sfondo”.

Maschere e vestiti dei Transformers per gli avatar di Xbox 360

November 29th, 2009

Software house e publisher sembrano sempre più interessati alle possibilità di guadagno legate al rilascio di materiale aggiuntivo, distribuito attraverso i servizi di digital delivery e destinato alla personalizzazione degli avatar che i giocatori creano e propria immagine nella dashboard di Xbox 360.

Ai fan della serie Transformers, che nei mesi scorsi hanno potuto mettere le mani sull’adattamendo videoludico del lungometraggio La Vendetta del Caduto, Activision dedica un set di maschere (240 Microsoft Points) raffiguranti Megatron, Optimus Prime e Bumblebee, oltre a tre magliette (80 Microsoft Points) con i loghi delle due fazioni.

Ambienti vestiti a festa

November 29th, 2009

Per ottenere un ambiente festoso nelle occasioni speciali è sufficiente ricorrere a qualche piccolo intervento “straordinario”: possono bastare un gioco di luci, magari utilizzando dei candelabri, e la scelta di certi complementi, come piatti dal bordo dorato o vasi in vetro di Murano con riflessi brillanti.

La moda dell’eccesso barocco è comunque sempre in voga e non mancano neppure modelli completi di cucine che rivelano nell’insieme un’anima esibizionista, celebrativa di un ritorno alle tradizioni. Elementi d’eccezione sono le ante decorate in foglia oro o argento, d’effetto specie se accostate a pannelli in vetro retrolaccato nero, dalla superficie extra riflettente. Volendo invece limitarsi a qualche dettaglio prezioso, se si deve per esempio sostituire il lavello si può optare per le vasche Radius nella versione Titanium Oro, che Artinox produce anche con finiture rame e antracite, trattate in modo che le superfici risultino quattro volte più resistenti ai graffi rispetto a un normale acciaio inox.

Anche le placche degli interruttori possono fare la loro parte, come le nuove Oro Lucido e Titanio Chiaro della serie Axolute Lucenti di BTicino. Per chi ama il rosso, infine, una soluzione di tendenza è l’abbinamento con piani, cappe e alti zoccolini in brillante acciaio