Posts Tagged ‘Moda’

Via dalle vetrine i vestiti per le ragazze troppo magre

Sunday, November 29th, 2009

Mentre la modella Kate Moss esalta la magrezza estrema sul web scatenando un altro inferno mediatico («Nulla ti fa sentire meglio che essere scheletrica») il Comune sta per creare il «bollino blu» dei negozi d’abbigliamento pronti a mettere in vendita - e in vetrina - non solo taglie 38 - 40 e 42, ma anche abiti sopra la 44. Non solo extra-small. L’iniziativa diventerà realtà con le prossime collezioni primavera-estate. Proposta dalla presidente di Federsanità, Lucia Centillo, l’idea è stata accolta dall’assessore al Commercio, Alessandro Altamura, che ha coinvolto nel progetto le associazioni di categoria.

Fece scalpore la pubblicità «No anorexia» di No-Lita, con l’immagine firmata Toscani di una modella solo ossa. «L’obiettivo del “bollino blu” - spiega Altamura - è simile: ha un valore didattico, perché certi modelli di magrezza rischiano di influenzare sempre più le giovani generazioni, alle quali dobbiamo insegnare invece che si può vivere e godersi la vita senza punire il proprio corpo a causa di uno stereotipo». Il Comune sa bene che esiste anche il problema opposto, il pericolo obesità, per cui, dopo la campagna contro la small a qualsiasi prezzo, si concentrerà sulla sensibilizzazione ai chili di troppo.

Ginecologi e neuropsichiatri rilanciano l’allarme: una taglia 38-40 in vetrina non basta, da sola, a scatenare l’anoressia. «Ma per una ragazzina non magrissima, o anche solo in leggero sovrappeso - osserva Lucia Centillo - continuare a sentirsi dire dalle commesse di certi negozi “Tu vesti sopra la 42, qui per te non c’è nulla, devi andare in un negozio di taglie forti” può diventare causa scatenante di malattia, dove c’è già un terreno fertile». Il «bollino blu» sarà consegnato ai negozi e alle catene di abbigliamento disponibili a non chiudere le porte in faccia alle ragazzine non-manichino.

Incoraggiare la size zero, la magrezza ossessiva, ha appena scatenato in Inghilterra sulla top model Kate Moss l’ennesima bufera: «Nel Regno Unito c’è un milione di persone affette da gravi disturbi alimentari - hanno tuonato immediatamente le associazione che combattono l’anoressia -. La Moss non si rende conto di quanto pericolosi siano certi slogan: i giovani affetti da disturbi alimentari trovano già difficile combatterli, anche senza battute come queste».

L’idea del Comune è accolta positivamente dai medici del Centro Amenorree del Sant’Anna. «Già negli Anni Settanta - ricorda il professor Carlo Campagnoli - Lancet pubblicò uno studio finlandese per dire che i fianchi dei manichini, nell’arco di vent’anni, si erano quasi dimezzati, mentre la circonferenza dei fianchi delle donne della Finlandia non si era affatto snellita». Sottolinea il professore: «Ogni donna ha una propria fisiologia: ci sono ragazze che, per costituzione, non riescono e non possono reggere taglie eccessivamente piccole. Ogni forzatura dettata da stereotipi e modelli pericolosi fa perdere di vista le esigenze del proprio organismo».

Valentino: gli ultimi vestiti dell’Imperatore

Sunday, November 29th, 2009

Donne sull’orlo di un abito Valentino
Le ha vestite tutte, da Sua Maestà l’(ultima) Imperatrice Farah Diba dell’Iran a Lady Diana, da Jackie Kennedy Onassis ad Audrey Hepburn, da Elizabeth Taylor alla principessa Marie Chantal di Grecia, persino Barbie ha avuto l’onore di essere vestita dal più grande stilista italiano di tutti i tempi in occasione di un evento di beneficenza per la lotta contro l’Aids. In quarantacinque anni di carriera Valentino ha saputo trasformare la moda in un concetto di eleganza, bellezza e femminilità; l’abito per lui non mai stato solo un vestito, ma un vero gioiello da indossare per farsi ammirare. E ora che l’ospite d’onore ha lasciato la festa mentre gli altri ballavano, ritirandosi definitivamente dalla moda nell’autunno 2007, nuovi sogni sono pronti per essere imbastiti, come quello di disegnare i costumi per La traviata, un progetto che lo vedrà lavorare al fianco dello scenografo Dante Ferretti e della regista Liliana Cavani al Teatro Bolshoi di Mosca. Nel frattempo esce il documentario Valentino - The Last Emperor diretto da Matt Tyrnauer - che con la sua troupe ha seguito gli ultimi anni di attività dell’Imperatore della moda - e già si parla di Oscar. Sotto il vestito, l’Oscar
Se nel 1967 Valentino riceveva il Neiman Marcus Award, l’equivalente dell’Oscar della haute couture, quarant’anni dopo un documentario che racconta nel pubblico e nel privato la sua vita e la sua carriera potrebbe ottenere una candidatura dall’Academy Award. D’altronde il cinema non è un ambiente sconosciuto al grande stilista che ha dichiarato più e più volte il suo amore per la settima arte ed è persino apparso in un cameo in Il diavolo veste Prada. In fondo lui alla Notte degli Oscar ci è già andato vestendo alcune delle più belle star internazionali come Julia Roberts che quando è stata premiata con la statuetta per il ruolo in Erin Brockovich - Forte come la verità indossava un abito bianco e nero firmato Valentino.

V per Valentino
A filmare i retroscena degli ultimi due anni di attività di Valentino è il giornalista di Vanity Fair Matt Tyrnauer che ha potuto accedere alla vita frenetica del grande stilista mandandolo talvolta su tutte le furie con la presenza costante delle camere. È dunque un ritratto reale e inedito quello che viene fuori da Valentino - The Last Emperor. “Quando abbiamo visto il materiale ancora prima del montaggio ci siamo resi conto con piacere che avevamo tra le mani ben più che un film di moda” ha rivelato Tyrnauer. “Il risultato, spero, è il ritratto avvincente e divertente di una straordinaria unione, la più lunga che ci sia mai stata nel mondo della moda, e la storia sensazionale di un Maestro che si trova all’ultimo atto della sua celebratissima carriera. Valentino, in un certo senso – e grazie interamente ai suoi protagonisti – è più un film vero e proprio che un documentario. Quella che è cominciata come un’inchiesta giornalistica, si è alla fine rivelata una storia d’amore unica, col mondo della moda come sfondo”.